Villa Adriana

 

 Fece costruire con eccezionale sfarzo una villa a Tivoli ove erano riprodotti con i loro nomi i luoghi piu` celebri delle province dell’impero, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo, il Pecile e la valle di Tempo, e per non tralasciare proprio nulla, vi aveva fatto raffigurare anche gli inferi” (Historia Augusta, Vita Hadriani, XXVI: 5)

 

UNESCO:

Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità il 4 dicembre 1999. La Villa, con la vicina Villa d’Este, rientra nell’Istituto autonomo Villa Adriana-Villa D’Este, che ricomprende al suo interno, accanto ai due siti patrimonio mondiale dell’Unesco altre importanti testimonianze dell’antichità: il Santuario di Ercole, la mensa ponderaria e il Mausoleo dei Plautii.

Al momento della candidatura non era prevista la presentazione di un Piano di Gestione, attualmente in corso di definizione attraverso l’istituzione di un Tavolo Tecnico e di un Protocollo d’Intesa (2019) che coinvolge i principali stakeholder pubblici e privati del territorio.

La villa è stata di recente iscritta nella lista dei beni culturali sottoposti a protezione rafforzata in caso di conflitto armato, prevista dal II Protocollo del 1999 della convenzione UNESCO dell’Aja del 1954.

La decisione in merito all’iscrizione è stata presa durante i lavori del XIII Comitato per la protezione dei beni in caso di conflitto armato, che si è svolto a Parigi presso la sede dell’Unesco il 6 e 7 dicembre 2018.

L’iscrizione nella lista comporta l’immunità: in caso di conflitto armato i siti debitamente contrassegnati con lo scudo blu della Convenzione non possono essere oggetto di attacchi né essere utilizzati per fini militari.

I criteri sulla base dei quali Villa Adriana è stata iscritta nella lista dei siti del patrimonio Mondiale sono i seguenti: “Villa Adriana è un capolavoro che in modo unico riunisce le più alte forme di espressione della cultura materiale dell’antico mondo mediterraneo“; “Lo studio dei monumenti che compongono Villa Adriana ha giocato un ruolo cruciale nella riscoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del periodo Barocco. Essa ha inoltre profondamente influenzato numerosi architetti e progettisti del diciannovesimo e ventesimo secolo“; “Villa Adriana riveste un valore universale eccezionale. Essa è un caso unico per il suo tipo di concezione, possiede un grande valore intrinseco, e conserva gli esempi architettonici più completi dell’architettura romana. Per queste stesse ragioni ha esercitato un’influenza considerevole sull’architettura moderna a partire dal rinascimento fino allo sviluppo delle recenti architetture monumentali e di pianificazione urbana del nostro secolo“; “Villa Adriana è il complesso architettonico più completo e meglio conservato del mondo romano, che illustra il periodo più significativo della storia romana“.

 

                                                                                  “Costruire, significa collaborare con la terra, imprimere il segno dell’uomo su un paesaggio che ne resterà modificato per sempre; contribuire inoltre a quella lenta trasformazione che è la vita stessa delle città.”                                    (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

 

DESCRIZIONE DEL SITO:

La Villa sorge sui Monti Tiburtini tra le valli dei fossi di Roccabruna ad ovest e dell’Acqua Ferrata ad est, ed era raggiungibile da Roma con la via Tiburtina Valeria, la via Prenestina e tramite navigazione sull’Aniene.

La scelta dei luoghi, nei pressi dell’antica Tibur, fu suggerita da diversi elementi quali la ricchezza d’acqua e di vegetazione, la vicinanza con Roma, la posizione rialzata e panoramica che la rendeva anche un sito strategico, facilmente difendibile.

Realizzata dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 138 d.C., la villa si impianta su una precedente residenza di età sillana poi confluita nelle proprietà di Vibia Sabina, moglie di Adriano, ed è costituita da un insieme eccezionale di edifici che uniscono la classicità all’innovazione, fondendo elementi architettonici egizi, greci e romani e rispecchiando la personalità poliedrica dell’imperatore. Il progetto architettonico della Villa, considerata la regina delle Ville imperiali dell’antica Roma per l’imponente grandiosità dell’architettura, rappresentava una vera e propria città, estesa su un’area di circa 120 ettari e divisa in quattro nuclei: gli edifici di rappresentanza e termali, il Palazzo imperiale, la residenza estiva e la zona monumentale. Si ipotizza che alcuni edifici riproponessero i luoghi visitati dall’imperatore.

Tra i resti maggiormente noti si annoverano:

-Il complesso del Pecìle, ricostruzione della Stoà Pecile (stoà poikìle, “portico dipinto”) nell’ agorà di Atene, si presenta come una piazza colonnata di forma quadrangolare, decorata al centro da un bacino e circondata da un portico. La costruzione si innalzava su poderose sostruzioni artificiali che sono note come “cento camerelle”. Attraverso una serie di edifici termali poi si giungeva al Canopo. -Il Canopo rievocherebbe secondo alcuni un braccio del fiume Nilo con il suo delta, che congiungeva l’omonima città di Canopo con Alessandria. Sulla base dei bolli laterizi, tuttavia, che datano la costruzione al 132 d.C., quindi precedentemente al viaggio di Adriano in Egitto, l’edificio andrebbe piuttosto interpretato come rappresentazione esotica di un ambiente nilotico. Esso è costituito da una piscina-canale circondata da un elegante colonnato con copie di famose statue greche, rivolte verso la piscina e non verso i visitatori, che creano un riflesso incantevole sulla superficie dell’acqua. L’ampia esedra alla fine della vasca ospita il triclinio imperiale (sala da pranzo) con lo stibadium, il letto triclinare; vi si tenevano dunque i banchetti, resi spettacolari dagli effetti e dai giochi d’acqua.

-La Piazza d’oro si colloca all’interno della parte residenziale della villa ed era un complesso periptero con una vasca centrale rettangolare, sul cui lato minore meridionale si staglia un grandioso edificio con pianta centrale ottagonale dotata di cupola. Sui bracci est ed ovest si delineano due lunghi corridoi (criptoportici).

-Il Teatro marittimo è una delle prime costruzioni della villa, tanto che è stata interpretata come la prima provvisoria residenza di Adriano. Le sue caratteristiche di separatezza rendono credibile l’ipotesi che il luogo costituisse la parte privata del palazzo.

È un complesso assai singolare, ad un solo piano, senza alcun rapporto con la forma abituale di un teatro romano. All’interno è costituito da un portico circolare che si affaccia su un canale al centro del quale sorge un isolotto di 45 mq di diametro occupato da un atrio, un portico, un giardino e un piccolo impianto termale. La struttura non prevedeva alcun ponte in muratura che collegasse l’isolotto al mondo esterno, e per accedervi era necessario protendere un breve ponte mobile.

Oltre alle strutture descritte, vi erano templi, biblioteche, teatri, terme, ninfei, l’odeon, l’arena, l’accademia e poi parchi, magazzini e alloggi per la servitù e le guarnigioni. L’apparato decorativo e scultoreo era di altissimo livello.

Con il declino dell’Impero, la Villa, ormai in stato di abbandono, venne sfruttata come cava di materiali da costruzione. Il patrimonio scultoreo e architettonico venne spoliato ad opera di papi e cardinali per abbellire palazzi e residenze nobiliari.

L’architettura e la sua articolazione nel paesaggio, il patrimonio scultoreo, il ruolo dei giochi d’acqua e l’alternanza di oliveti e vigneti impiantati nei secoli costituirono il modello per le residenze suburbane e i giardini nobiliari rinascimentali.

Soltanto alla fine del XIX secolo, quando la Villa entrò nel patrimonio del Regno d’Italia, iniziarono le prime opere di recupero sistematiche, che si protrassero per tutto il XX secolo, coinvolgendo specialisti archeologi internazionali. Ancora oggi sono ancora in corso scavi e studi per comprendere la funzione e la planimetria delle innumerevoli strutture presenti.

Di recente sono state restaurate e riaperte al pubblico: la casa colonica che accoglie i Mouseia di Villa Adriana, con statue provenienti soprattutto dal Canopo e le Piccole Terme.