Siti UNESCO del Lazio

 

 

 Il Segretariato Regionale per il Lazio cura i rapporti del Ministero della Cultura  e  delle  strutture  periferiche  con  la Regione,  gli  enti  locali  e  le  altre istituzioni  presenti  nel territorio, in collaborazione con  il Segretariato Generale del MIC, servizio II – Ufficio UNESCO nel coordinamento degli uffici periferici e nei rapporti con le amministrazioni territoriali.

Le attività di collaborazione riguardano la formulazione delle proposte di candidatura per l’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, la redazione del Dossier di candidatura e del Piano di Gestione, le attività di tutela e valorizzazione dei Siti UNESCO presenti nel Lazio e l’aggiornamento dei Piani di Gestione ed il loro monitoraggio.

I Piani di Gestione sono uno strumento capace di promuovere progetti di tutela e valorizzazione coordinati e condivisi dai vari soggetti e realtà operanti nel territorio, che contribuiscono alla salvaguardia del sito e a favorire l’ottimizzazione delle risorse e la razionalizzazione degli investimenti economici. Ai Piani di Gestione afferiscono, quindi, in un approccio olistico, diverse  tematiche, come ad esempio (nel caso di una città)  la conservazione dei monumenti, la gestione del territorio e dei flussi turistici, l’organizzazione della mobilità, del commercio e dell’artigianato locale e qualsiasi aspetto della vita culturale e sociale cittadina.

Ad oggi, il Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per il Lazio partecipa, insieme alle competenti Soprintendenze e ad altri soggetti istituzionali interessati, alle attività di redazione, aggiornamento e monitoraggio dei Piani di Gestione  dei seguenti Siti UNESCO:

 

Ad essi si aggiungono le seguenti proposte di candidatura in corso di cui sono già insediati i tavoli tecnici:

  • Appia Regina Viarum (infrastruttura viaria): è in corso la candidatura dell’ itinerario della Via Appia per la valorizzazione dell’ antico asse viario da Roma a Brindisi. Il sistema viario della Via Appia assume una rilevanza notevole nelle azioni di tutela e valorizzazione, che il Ministero sta portando avanti, anche a valere sul Piano stralcio “Cultura e Turismo” FSC 2014 – 2020- Delibera Cipe 3 del 1 maggio 2016. Nel mese di settembre 2020, si è svolta la prima riunione di coordinamento;
  • Candidatura UNESCO dei Monasteri Benedettini (sito seriale trans regionale) rappresentati nel Lazio dall’ Abbazia di Santa Maria di Farfa, dai Monasteri di Subiaco (Sacro Speco e Complesso di Santa Scolastica) e dall’ Abbazia di Montecassino: “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”, che compongono un sito seriale, costituisce la testimonianza materiale più rappresentativa di un fenomeno, il monachesimo benedettino, che irradiandosi dall’Italia ha inciso profondamente nella crescita intellettuale e culturale, plasmando le civiltà mediterranee del medioevo e contribuendo, sin dall’età carolingia, allo sviluppo intellettuale, politico ed economico dell’Europa moderna e alla formazione del Romanico;
  • La Via Francigena (infrastruttura viaria): La Via Francigena in Italia è la prima e più importante strada che, nel Medioevo, collegava i paesi oltre le Alpi occidentali a Roma: meta principale – insieme a Gerusalemme e Santiago di Compostela – per i pellegrini che, all’ epoca, viaggiavano da tutta Europa. Nel maggio 2020, si è svolta la prima importante riunione internazionale fra i rappresentanti dei quattro Paesi della Via Francigena (Italia, Svizzera, Regno Unito, Santa Sede) organizzata dal Ministero italiano dei Beni culturali.

Questi siti sono stati inseriti nella Tentative List, la lista propositiva nazionale italiana disponibile sul sito ufficiale dell’ UNESCO: http://whc.unesco.org/en/tentativelists/6107/, dove è anche possibile consultare il documento redatto e inoltrato dall’ attuale Ministero della Cultura per la proposta di inserimento nella WHL.

Di recente, il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha considerato e approvato la candidatura italiana del Paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio (VT),che rappresenta un esempio eccezionale di resilienza della comunità e di interazione umana con un ambiente ostile. Il borgo medievale di Civita di Bagnoregio è stato, peraltro, dichiarato di interesse  particolarmente importante con decreto n. 73/2020 della Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio. La  candidatura di Civita di Bagnoregio sarà presentata all’ esame del Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2022.

Infine, durante il Salone mondiale Città e Siti UNESCO, World Tourism Event, che si è svolto a Roma nel palazzo WeGil a Trastevere nel settembre 2020, è stata annunciata la candidatura del fiume Tevere a Patrimonio dell’ Umanità. Per i promotori della candidatura, il Tevere merita di essere vissuto così come lo sono i fiumi delle grandi capitali europee, dalla Senna al Danubio, non a caso già riconosciuti come patrimoni UNESCO. In particolare, nell’ area del Lungotevere Ripa, ricadono alcuni dei principali cantieri e progetti di restauro e valorizzazione del Segretariato Regionale del MIC per il Lazio, nell’ ottica di una rigenerazione della periferia urbana, tra i quali l’ Ex Arsenale Clementino Pontificio, il Convento e la Chiesa di S. Francesco a Ripa, e nelle immediate vicinanze del fiume, la Basilica di S. Cecilia in Trastevere e la Casa Museo di Dante, oltre ai lavori di rifunzionalizzazione e adeguamento normativo del Complesso monumentale di S. Michele a Ripa Grande, sede del Segretariato Regionale per il Lazio e di altri Uffici e Direzioni del MIC. Tali cantieri rientrano altresì nel sito del Centro Storico di Roma, compreso l’ ex Arsenale ricadente nella Buffer Zone, ancora in via di definizione. Obiettivo dell’auspicata candidatura del Tevere è restituire a uno dei simboli di Roma il valore storico e culturale che gli spetta, nonchè di promuovere e valorizzare non solo il tratto metropolitano del fiume, ma anche i comuni del Lazio attraversati dal  Tevere.