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Inaugurato il Museo dell’Arte Salvata. Un’ isola di Cultura nel centro di Roma

MuseoArteSalvata

La bellezza è sempre stata rincorsa da predoni, chi ruba opere d’arte per sé o acquista opere d’arte rubate rincorre la bellezza. Ma la bellezza è di tutti e i musei servono a questo, a offrire a tutti il meglio della nostra produzione creativa (Roberto Riccardi, Generale di Brigata, Comandante Carabinieri TPC)

                                                                                          “Finalmente si rende accessibile questo grande patrimonio che normalmente conserviamo nei depositi delle Terme di Diocleziano. I sequestri passano da lì, ma sono nelle casse. Con questo museo, invece di lasciarli chiusi, li facciamo vedere al pubblico prima ancora che vadano nei musei di destinazione” (Prof. Stéphane Verger, Direttore del Museo Nazionale Romano).

 

 

È utile e necessario far vedere e far comprendere il lavoro di salvataggio delle opere d’arte dal traffico illecito, dall’incuria e dalle catastrofi. Per questo abbiamo deciso di dare vita al Museo dell’Arte Salvata in un luogo splendido come l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano al Museo Nazionale Romano (…) Se c’è un settore nel quale il nostro paese è riconosciuto come una realtà di assoluta eccellenza a livello internazionale è proprio quello della tutela e del contrasto illecito delle opere d’arte e questo grazie anche allo straordinario impegno dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale”. Così ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo il 15 giugno scorso all’ inaugurazione del Museo dell’Arte Salvata, la cui costituzione era stata già annunciata poche settimane fa, dopo l’ennesimo successo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC).

Fatto salvo il principio che ogni opera debba tornare al suo territorio di provenienza, il nuovo Museo dell’Arte Salvata vuole essere un luogo dove i beni culturali, – opere d’arte trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente -, potranno transitare ed essere esposti al pubblico per un periodo di tempo delimitato.

Le restituzioni dovute alla diplomazia culturale o a seguito delle indagini sul traffico illecito del Comando Carabinieri TPC, dal 1969 uno dei più tenaci custodi di opere d’arte o grazie al lavoro dei Caschi blu della Cultura, la task force istituita dal Governo italiano nel 2016, il ritrovamento tra le macerie dei terremoti e in seguito agli interventi in caso di calamità naturali e conflitti, i salvataggi grazie ai grandi restauri, senza considerare i recuperi fortuiti di antichità o dovuti agli scavi di emergenza per lavori pubblici e privati, i capolavori restaurati dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR): tutte queste opere d’arte troveranno nel Museo dell’Arte Salvata un approdo e un “porto sicuro” per un periodo durante il quale saranno esposte al pubblico prima di essere restituite ai loro luoghi e musei di appartenenza.

L’allestimento del nuovo Museo, composto da teche e pannelli modulabili a seconda delle necessità delle opere, permetterà ogni volta di cambiare la disposizione all’interno dell’Aula Ottagona con un turnover regolare, per accogliere sempre nuovi tesori e renderli fruibili da parte del pubblico: mentre i pezzi esposti saranno collocati nei musei di pertinenza, nuove opere recuperate saranno esposte al fine di aggiornare sul magistrale lavoro di recupero costantemente in corso.

In occasione dell’apertura al pubblico del Museo, saranno esposti i recenti ritrovamenti frutto delle attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali svolta dal Reparto Operativo TPC, sempre sulle tracce dell’arte.

L’esposizione si fonda sugli oggetti provento di scavi clandestini, ricettazione e illecita esportazione che il Reparto Operativo TPC ha recuperato e fatto rientrare dagli Stati Uniti d’America in un arco temporale compreso fra il dicembre 2021 e la scorsa settimana, nell’ ambito di attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma: un corpus imponente di opere con numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà, che nei primi anni ’90, venivano venduti senza indicazioni sulla loro legittima provenienza o accompagnati da false expertise e che in molti casi, non erano noti al mondo accademico e scientifico fino alla data della loro comparsa nelle collezioni di musei o di facoltosi collezionisti privati. In particolare, uno snodo importante del mercato archeologico in quegli anni, era il Porto Franco di Ginevra, attraverso società commerciali anonime lì allocate.

Sono reperti che risalgono a diverse attività investigative condotte dai “Carabinieri dell’Arte”, in collaborazione con le Autorità statunitensi, sequestrati presso direzioni museali, case d’asta e collezioni private in varie località d’oltreoceano. La restituzione all’Italia è avvenuta il 15 dicembre 2021 presso il Consolato generale di New York, ove alcuni pezzi sono rimasti in mostra per qualche mese.

Tra le opere esposte spiccano i reperti più antichi che risalgono all’epoca orientalizzante (VII sec. a.C.): provengono per lo più dalle necropoli dei grandi centri dell’ Etruria meridionale ma anche dal Lazio. Tra le centinaia di opere che il Reparto Operativo TPC ha riportato dagli Stati Uniti nel 2021, si segnala inoltre una serie di ceramiche e di terrecotte votive e architettoniche provenienti da diverse culture dell’Italia centrale e meridionale preromana. Gli oggetti saranno in mostra a partire dal 16 giugno fino al 15 ottobre 2022 e per l’occasione il Museo sarà aperto al pubblico dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle 18.

Le opere, al termine dell’esposizione temporanea, grazie al coordinamento con la Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio e al direttore generale dei musei dello Stato Massimo Osanna,  saranno collocate tra il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Museo Nazionale Archeologico Cerite all’interno del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e lo stesso Museo Nazionale Romano.

In continuità con il progetto dell’arch. Giovanni Bulian nel 1983 in occasione della ristrutturazione del Museo Nazionale Romano, il nuovo Museo dell’Arte Salvata sarà una sorta di isola della cultura nel centro di Roma, nelle vicinanze della Stazione Termini, luogo di transito per milioni di turisti e viaggiatori.

 

Comunicato stampa

Museo dell’Arte Salvata – L’ inaugurazione