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Parco Archeologico di Ostia antica. Inaugurato il Museo delle Navi di Fiumicino

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Le Navi della Speranza

Dopo quasi vent’anni di chiusura per operazioni di restauro e bonifica dei locali riapre al pubblico il  Museo delle Navi di Fiumicino, dal 2016  appartenente al Parco archeologico di Ostia antica. Forse uno degli eventi più attesi dopo l’importante riconoscimento del Marchio Europeo assegnato all’ Istituto autonomo Ostiense in piena pandemia nel marzo 2020.

 

Il museo delle Navi è un grande progetto dal punto di vista scientifico e museale ed è anche una grande sfida per l’integrazione con gli altri servizi. Pochi aeroporti al mondo possono immaginare di offrire la possibilità di vedere delle meraviglie di questo genere a poche centinaia di metri. Queste navi ci ricordano come le civiltà del passato siano nate intorno ai grandi porti o a quelli fluviali. Le città del futuro si svilupperanno intorno ai grandi aeroporti. (…) Questo museo, insieme al parco archeologico di Ostia Antica e ai porti imperiali di Claudio e Traiano fanno parte dei Grandi progetti Beni culturali, gli investimenti speciali che accedono ad un fondo ad hoc del bilancio dello Stato. La sua riapertura è la dimostrazione – e lo sarà anche nel futuro – che quando le istituzioni lavorano insieme è possibile realizzare delle cose davvero importanti”.

Così ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del Museo delle Navi di Fiumicino svoltasi lo scorso 8 ottobre. Presenti all’ evento anche il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, il Direttore del Parco Archeologico di Ostia antica, Alessandro D’Alessio, il Sindaco di Fiumicino, Esterino Montino,  il Segretario Regionale del MIC per il Lazio, Leonardo Nardella e altri rappresentanti istituzionali e del mondo della cultura, riuniti per assistere al taglio del nastro del rinnovato Museo delle Navi, che ospita una delle più importanti collezioni di navi antiche del Mediterraneo, tra cui cinque relitti datati tra il II e l’inizio del V secolo d.C., che a tutt’oggi costituiscono un insieme di valore eccezionale: tre imbarcazioni fluviali del tipo navis caudicaria per il trasporto delle merci lungo il Tevere tra Portus e Roma, una nave da trasporto marittimo e una delle rare barche da pesca conosciute di età romana, dotata di un acquario centrale per conservare vivo il pescato (la navis vivaria).

Sorto per la prima volta nel 1979 dapprima come hangar per conservare alcuni reperti della zona, il Museo si pone oggi come perno culturale di un più ampio territorio particolarmente ricco dal punto di vista archeologico (Ponte della Scafa e nuovi scavi di Ostia antica). La sua attuale ubicazione in Via Alessandro Guidoni non è casuale ma corrisponde al luogo di rinvenimento degli scafi di ben sette navi romane, venute alla luce tra il 1958 e il 1965, durante i lavori di costruzione dell’ aeroporto internazionale “Leonardo Da Vinci”. I relitti si trovavano nell’area dell’antico bacino portuale di Claudio e Traiano, il Portus Ostiensis Augusti, il più grande porto dell’impero romano, di circa 150 ettari che nel corso dei secoli venne riempito dai sedimenti del Tevere, fino a scomparire quasi del tutto.

Furono i lavori per la costruzione dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino e della connessa viabilità che portarono, a partire dal 1957, alla scoperta degli imponenti resti della parte nord del porto imperiale, ancora visibili vicino al Museo, tra cui il molo monumentale settentrionale e la cd. “Capitaneria”.

Si direbbe dunque che il moderno hub aeroportuale del Paese poggi sull’antico hub dell’impero romano, confermando in tal modo la continuità della vocazione all’apertura al mondo di questo territorio.

I lavori di recupero e risanamento degli ultimi anni hanno interessato non solo gli ambienti del museo e le strutture dell’edificio, ma anche la serie delle navi romane, vere protagoniste della collezione “fiumicense”, che di recente si è arricchita con le restituzioni in 3D di tre relitti ben conservati del Museo, con lo scopo di documentare l’attuale stato di conservazione delle navi. Le condizioni ambientali hanno permesso che delle navi si conservassero le strutture del fondo (chiglia e carena) che, impregnate d’acqua, furono coperte dai depositi di limo e sabbia a seguito del processo di interramento dell’intero bacino portuale, ma una volta scavate e a contatto con l’aria, le imbarcazioni subirono un rapido e forte degrado, che richiese ben presto un intervento di restauro.

Nell’anno di Dante, queste navi della Speranza ci traghetteranno verso una nuova promettente stagione all’insegna del Green Pass e di un ampliamento al 100% della capienza di musei e luoghi di cultura, come annunciato da Franceschini e condiviso anche dal Consiglio dei Ministri.          Di sicuro, uno dei più importanti segnali della ripartenza nel mondo della Cultura.

Il museo apre al pubblico gratuitamente da martedì 12 ottobre con il seguente orario: da martedì a domenica dalle ore 10 alle 16. Tutte le info sul sito istituzionale e  la  pagina Facebook del Parco archeologico di Ostia antica.

Comunicato stampa MIC